L'attuale campanile fu costruito in tempi difficili come sono quelli di guerra. Si legge infatti in una lapide posta sopra una delle porte laterali della chiesa: "tempore belli 1701". Nonostante questo, il campanile, la cui costruzione iniziò esattamente nel 1702, non fu fatto con economia.
Lo testimoniano le dimensioni massicce e le opere di rifinitura veramente encomiabili. Basti pensare che, mentre la maggior parte dei campanili ha scale di legno, quello di Quarta Sotto ha una bellissima scala a chiocciola di granito con ben 129 gradini.
 
 
Il campanile vecchio aveva già due campane. Nel 1716 ne vengono fuse due sotto il portico del Saliente. Si tratta dell'attuale campana maggiore e di quella incrinata. Probabilmente si tratta della rifusione delle due vecchie campane con l'aggiunta forse di un certo quantitativo di bronzo per aumentarne la grandezza. Infatti nel 1735 venne fatta un'altra campana e nell'inventario del 1759 si menzionano tre campane soltanto.
Quest'ultima campana venne fusa sempre sotto il portico del Saliente ma dalla ditta Mazzola di Valduggia. Ebbe però breve durata. Si ruppe nel 1891 e venne rifusa nuovamente; nello stesso anno se ne fece pure una nuova.
Il prevosto Galli parla anche della rifusione di una campana avvenuta nel 1808, mentre il prevosto Maulini, pur parlando delle rifusioni precedenti, non la menziona.
Nel 1827 si ruppe anche una parte della quazzatura della campana maggiore e solo nel 1847 si provvide alla riparazione, togliendo anche la parte integra per ripristinarla interamente. In quell'occasione vennero messe le ruoto di legno al posto delle stanghe.
Come si vede la manutenzione del concerto campanario ha sempre pesato notevolmente sul bilancio della chiesa a causa delle rotture e non sempre la chiesa ebbe i fondi sufficienti per far eseguire prontamente le riparazioni, ma si dovettero racimolare i fondi lentamente e talvolta per la durata di ben 20 anni, come avvenne al tempo del prevosto don Giuseppe Longhi.
È interessante dare uno sguardo anche alle iscrizioni delle campane.
Quella maggiore, in mi bemolle, del peso di 13 q.li e mezzo, porta la scritta "Xps vincit + Xps regnat + Xps imperat + Xps ab omni malo nos defendit + 1716 + Nicolaus Subtilis fecit" (Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera, Cristo ci difende da ogni male). Nicolao Sottile sarebbe colui che fuse la campana.
La quarta, fusa nel 1716 assieme alla maggiore e che successivamente si incrinò, porta la seguente dicitura: "Sump. Ecc. Parr. Orat. Societ. San.mi Sacr.ti Et Rosarii". Questa campana pesa 4 q.li circa.
Le altra due campane furono fatte, come s'è detto, nel 1891. La più grande porta la dicitura "Deo optimo maximo et santo patrono Nicolao" (Dedicata a Dio buonissimo e grandioso e al Santo Patrono Nicolao). Sull'altra sta scritto "Communi stipe oblata et B. M. V. Assumptae dicata" (Fatta con l'offerta comune e dedicata alla B. V. M. Assunta). Queste due campane portano, come di consueto, anche l'indicazione del costruttore che sarebbe Pasquale Mazzola di Valduggia.
Un'altra iscrizione molto significativa la troviamo su una piccola lapide posta su un lato del campanile: "Concordia parve res crescunt" (Con la concordia le cose piccole crescono).
Questo maestoso campanile hanno potuto sorgere non solo per l'opera ed il sacrificio dei quarnesi, ma anche per la loro concordia, la quale non soltanto fa sorgere chiese e campanili ma tante altre cose e principalmente la prosperità di un popolo.
 
 

25 Ottobre 1959: Benedizione delle nuove campane

Grazie all'offerta del cav. Meneveri Sigisfredo che donò la quinta campana in memoria della moglie, il concerto campanario fu completato oltre che essere riparato e rimodernato con ruote e ceppi in metallo, con cuscinetti a sfera sui perni e la tastiera.
La quarta campana, rifusa, fu dedicata a S. Giuseppe artigiano e porta l'immagine del Santo, della S. Famiglia e due emblemi raffiguranti la lavorazione del legno e del metallo. Quest'ultimo con un riferimento alla lavorazione degli strumenti musicali. La scritta riportata è: "S. Josepho opificum protectori exemplarique dicata + 1959" (Dedicata a S. Giuseppe protettore ed esemplare degli operai).
La quinta campana, posta in alto al centro del campanile, è dedicata alla Madonna con le parole: "B. M. Virgini Matri nostrae dicata + 1959" (Dedicata alla B. M. Vergine madre nostra). Per volontà del donatore porta le seguenti immagini: la Madonna del Santuario di Re, S. Ambrogio, S. Nicolao e S. Cecilia, patrona della musica. Porta pure la dicitura: "Meneveri Sigisfredo in mem. della diletta moglie Perani Giuseppina (13.7.1895 + 23.7.1955)".
Il 15 ottobre 1959 iniziarono i lavori per la fusione e siccome fu necessario portare in fonderia anche le altre tre campane per l'applicazione dei ceppi di ghisa e per l'intonazione, il paese restò senza campane per una decina di giorni.
La benedizione delle campane nuove venne impartita Domenica 25 ottobre 1959, festa di Cristo Re, dopo la Messa Cantata. Poiché è usanza che per ogni campana da benedire ci sia un padrino, si scelse il cav. Meneveri per quella donata da lui ed il sindaco, quale rappresentante della popolazione, per l'altra, rifusa con le offerte della popolazione stessa.