Nicola di Bari (Licia 304 ca. - ? 345 ca.), vescovo cristiano, santo patrono della Russia, tradizionalmente associato con le celebrazioni del Natale. Si presume che le leggendarie narrazioni riguardanti la sua vita abbiano scarsi fondamenti storici; probabilmente gli agiografi hanno intessuto una biografia attribuendogli gran parte della vita di un altro Nicola, detto Sionita, che nel VI secolo fondò un monastero a Sion, presso Mira, in Licia. Secondo la narrazione Nicola, originario dell'Asia Minore, entrò nel monastero di Sion, diventando in seguito arcivescovo della Chiesa metropolita di Mira e partecipando forse al primo concilio di Nicea. Alla fine dell'XI secolo alcuni mercanti italiani recarono le sue spoglie da Mira a Bari, dove sul suo sepolcro sorge oggi una basilica. La traslazione avvenne il 9 maggio 1087.

Nicola è santo patrono dei fanciulli, degli studiosi, delle vergini, dei marinai e dei mercanti. Una leggenda narra dei doni segreti fatti da Nicola alle tre figlie di un uomo povero che, non potendo regalare loro la dote, si accingeva ad abbandonarle a una vita di peccato. Da questa leggenda proviene l'abitudine di fare doni in segreto la notte di san Nicola (6 dicembre); per la prossimità delle due date, il Natale e san Nicola vengono celebrati insieme in molti paesi dell'Europa centrale e settentrionale: Santa Claus, il Babbo Natale dei paesi anglosassoni che porta i doni ai bambini la vigilia di Natale, è infatti una corruzione di sanctus Nicolaus.

 

Un'icona raffigurante san Nicola
 

Concili di Nicea

Sono due concili ecumenici della cristianità, tenuti a Nicea, città dell'antica Bitinia, in Asia Minore.
Il primo, tenuto nel 325, venne convocato dall'imperatore Costantino I per risolvere la controversia ariana sulla natura di Cristo; a esso parteciparono 318 vescovi dell'impero su 1800. Il simbolo niceno, che definiva la consustanzialità del Figlio col Padre, venne accolto come posizione ufficiale della Chiesa circa la divinità di Cristo. Il concilio stabilì anche la celebrazione della Pasqua la domenica successiva alla Pasqua ebraica, e riconobbe al vescovo di Alessandria un'autorità sulla Chiesa d'Oriente simile a quella semipatriarcale del vescovo di Roma, il papa. Da questa proclamazione di autorità nacquero i patriarcati.
Il secondo, convocato nel 787 da Irene, imperatrice d'Oriente, fu il settimo concilio ecumenico; a esso parteciparono 350 vescovi, soprattutto bizantini. Malgrado le obiezioni degli iconoclasti, il concilio ammise la venerazione delle immagini e ordinò che queste venissero ripristinate nelle chiese dell'impero.

 
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